C’è un manifesto (ancora) affisso in quantità industriali nelle città pugliesi, compresa quella di Andria, prodotto dall’ANCI, che annuncia una protesta di proporzioni mai assunte prima d’ora da parte dei Sindaci contro la nuova tassa sulla casa appoggiata e sostenuta proprio dai Partiti Politici cui essi stessi appartengono e dai quali non osano prendere le distanze. Quel manifesto annunciava un’iniziativa nazionale di mobilitazione per lo scorso 31 maggio, poi sospesa e di fatto annullata a causa del terremoto in Emilia. Quel manifesto più che annunciare la mobilitazione era un’elencazione di giustificazioni da parte dei Sindaci verso i propri cittadini per giustificare che le minori risorse trasferite dal Governo (sempre quello sostenuto dai partiti dei Sindaci) significherà meno servizi. Tornando al “corteo” organizzato dai Sindaci ci permettiamo di evidenziare e di suggerire a questi nuovi apprendisti stregoni della politica che questo tipo di mobilitazione d’elite non serve a nulla e a nessuno e che se non sono in grado di mobilitare seriamente e concretamente i propri concittadini non cambierà mai nulla perché nulla si vuole cambiare. Decine di migliaia di cittadini in corteo, guidati dai loro Sindaci verso i capoluoghi di Regione e poi verso la Capitale. Ma veramente qualcuno potrebbe pensare che i Sindaci avrebbero potuto e saputo fare questo? Questo può farlo solo il Popolo perché è il Popolo che vive il problema sulla propria pelle e per il Popolo anche qualche centinaia di euro in più di tasse l’anno possono minare seriamente serenità e bilanci familiari, proprio come accaduto lo scorso anno con la rivolta del 21 luglio contro lo sconsiderato aumento della tassa rifiuti ad Andria.
Quegli stessi Sindaci che avrebbero voluto guidare la rivolta popolare, (solo con i manifesti) perché non cominciano a parlare ai propri cittadini spiegando per quali ragioni sono state escluse dal pagamento dell’IMI le Fondazioni bancarie e altre lobbies? Perchè non si è nemmeno minimamente pensato di rispettare il dettato costituzionale secondo il quale il pagamento delle tasse e delle imposte deve avvenire non solo sul patrimonio ma anche in base alla capacità reddituale dei contribuenti? Forse questi Sindaci che non hanno mai imparato a dialogare con i cittadini, pensano che siamo tutti uguali? Purtroppo non lo siamo, almeno per quanto riguarda le retribuzioni che vanno dalle poche centinaia di euro mensili dei pensionati fino ai milioni di euro percepiti proprio da molti esponenti di questo Governo “extraparlamentare” che parla dei problemi della gente senza viverli e conoscerli e parla dei disoccupati non conoscendo le difficoltà in cui vivono. I mali di questa Repubblica sono noti ed hanno un unico comune denominatore: l’incapacità di governare nel nome del Popolo e l’incolumità che gli incapaci costruiscono attorno a se stessi. Se andiamo avanti così, cosa vogliamo aspettarci? Non pensate che quella maggioranza costituita oggi dagli astensionisti abbia veramente dato un forte segnale non ancora compreso? Se questa classe politica e dirigente capisce che sta scivolando sul sapone, allora deve capire che con i ricatti fiscali non si va da nessuna parte e se continuano così si facciano eleggere da Equitalia, dalle banche e da tutti coloro che rappresentano la casta dei ricconi d’Italia che hanno la pancia piena e non credono ai 28 milioni di italiani che hanno la pancia e le tasche sempre più vuote.
Andria, 4 giugno 2012
L.A.C. – Libera Associazione Civica
Il Presidente: Vincenzo Santovito





